L’UGL Autoferro interviene pubblicamente per ristabilire la verità dei fatti e denunciare
l’ipocrisia di chi oggi, attraverso scioperi strumentali, tenta di nascondere le pesanti
responsabilità di una gestione passata che ha portato l’azienda sull’orlo del caos
organizzativo.
1. Il fallimento della passata gestione: limiti e inadeguatezza
È inaccettabile che oggi si cerchi di scaricare ogni responsabilità sul nuovo management,
insediatosi da pochissimi mesi. La verità è che l’ultima governance aziendale ha
dimostrato, nei fatti, enormi limiti gestionali e una evidente inadeguatezza rispetto alla
complessità del settore.
● Gestione superficiale: Siamo reduci da una fase caratterizzata da scarsa
professionalità e una confusione organizzativa che ha ignorato le reali necessità dei
lavoratori per anni.
● Problemi ereditati: Molte delle criticità oggi urlate nelle piazze sono il risultato
diretto di scelte sbagliate (o non fatte) da chi sedeva sulla poltrona di comando fino a
ieri, lasciando nodi irrisolti che oggi qualcuno tenta furbescamente di attribuire ai
nuovi vertici.
2. Lo strano “letargo” sindacale di fine 2025
UGL pone una domanda che esige risposte: dove erano queste proteste tra novembre e
dicembre 2025?
In quel periodo, la mobilitazione era stata magicamente congelata e tutto sembrava rientrato
nella normalità.
● Perché quel silenzio? Forse perché in quel momento esistevano interessi e
convenienze personali che rendevano opportuno non disturbare il manovratore?
● Chi ha taciuto allora, avallando implicitamente quella gestione fallimentare, non ha
oggi alcuna credibilità per gridare all’emergenza.3. Una propaganda elettorale sulla pelle dei dipendenti
Il tempismo di questo attacco è a dir poco sospetto. Con le dimissioni del Sindaco e in piena
campagna elettorale, riparte la solita strategia della tensione.
● Falsificazione della realtà: A fronte di un’adesione certificata ferma al 32%, parlare
di “successo” è una narrazione forzata che serve solo a dare visibilità a qualche
dirigente sindacale a caccia di consensi.
● Danni all’immagine: Questo accanimento irresponsabile non aiuta i lavoratori, ma
serve solo a creare disorientamento tra i dipendenti e a danneggiare l’immagine
dell’azienda davanti alla cittadinanza.
4. La linea della responsabilità e della serietà
I lavoratori di ATM non hanno bisogno di “guerre permanenti” o di propaganda elettorale
mascherata. Hanno bisogno di stabilità, di organizzazione e di un sindacato serio che lavori
per ottenere risorse concrete dalla Regione e dal Comune.
UGL Autoferro continuerà a mantenere una posizione autonoma e ferma: difenderemo il
futuro di ATM da chiunque tenti di usarla come merce di scambio politica, restando distanti da chi, dopo aver fallito nel recente passato, oggi pretende di dare lezioni di moralità e gestione.
